| Manifesto del Coordinamento Cittadini del Cassinate |
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| Scritto da Coordinamento Cittadini del Cassinate |
| Venerdì 03 Aprile 2009 19:07 |
DICHIARAZIONE D’INTENTISi è costituito il Coordinamento Cittadini del Cassinate (CO. CI. CA.) che intende porre all’ordine del giorno una fase costituente con la quale introdurre, nel nostro territorio, un elemento di novità che sappia unire pezzi della cittadinanza attiva da sempre frammentati. L’intento dei sottoscrittori è quello di andare “oltre il frammento”, di unire un insieme di diversità nel pieno rispetto delle proprie autonomie, identità e specificità. È opinione comune che occorra: AVVIARE un processo di elaborazione teso a rifondare la nostra presenza sul territorio per affermare e praticare una nuova idea di “movimento” (continuità, radicamento, diffusione di esperienze di sedi e di spazi agibili, di occasioni ed opportunità di impegno culturale, politico e sociale); DEFINIRE nuovi strumenti e nuove forme di rappresentanza con le quali far esprimere e pesare una nuova soggettività; AFFERMARE una cultura che sappia coniugare, coerentemente: grandi ideali di trasformazione ed impegno concreto, progetto e quotidianità, sviluppando e potenziando i caratteri aggregativi del nostro agire. Questa esigenza nasce da una considerazione etico-morale, prima ancora che da un’analisi politica. Bisogna reagire, andando oltre la solitaria e silenziosa indignazione, al degrado morale, civile e ambientale; reagire contro la passiva accettazione del disfarsi dell’organizzazione politica, amministrativa e sociale in cui è costretto il nostro territorio. Le conseguenze del modo con cui è stato ed è governato sono davanti agli occhi di tutti. Degrado morale: la corruzione è diffusa a tutti i livelli; la cultura e la pratica della tangente sono diventati una normale prassi burocratica; il costo da pagare ad un sistema politico-amministrativo (la cui resa, in termini di efficienza e di erogazione dei servizi, è per altro disastrosa) è altissimo; il clientelismo e la ricerca del favore personale, come pratica privilegiata e sostitutiva di ogni forma collettiva di rivendicazione dei diritti (anche i più elementari), diventa strumento di un ferreo controllo elettorale attraverso il voto di scambio. La politica è ridotta ad un intreccio tra gestione di potere e affari da parte di potentati privati, con evidenti infiltrazioni della malavita organizzata, come si è potuto riscontrare dagli ultimi avvenimenti di cronaca, sul nostro territorio. Diritti dei più deboli calpestati: gli anziani, i disabili, i bambini, i giovani sono le vittime, predestinate, della mancanza di spazi liberi da barriere architettoniche e da automobili, di spazi socio-culturali ove incontrarsi, scambiarsi esperienze, fare attività socialmente e culturalmente qualificanti; il pochissimo verde pubblico esistente lasciato all’incuria, preda dei peggiori vandalismi o trasformato in parcheggi, in omaggio ad una cementificazione selvaggia. Una situazione ambientale allarmante: acqua, rifiuti, inquinamento atmosferico. Tutto ciò, riteniamo che non sia frutto di una mancanza di governo, ma di una precisa “scienza di governo” di un ceto politico incolto, rapace ed interessato soltanto a tutto ciò che abbia un ritorno, immediato, in termini di potere e di profitto elettorale. La crisi della politica ha determinato una crescente commistione tra decisione pubblica ed interessi privati. Si è venuto radicando, nel corso degli anni, un sistema di corruzione ed affarismo che è penetrato, profondamente, in tutti i punti vitali della società, coinvolgendo non più solo le classi dirigenti, ma anche larghi strati del corpo sociale. La, cosiddetta, nomenklatura ha elaborato una strategia di cooptazione della classe dirigente che prevede onori ed elargizioni per chi si omologa alle regole della corruzione diffusa ed emarginazione per chi, invece, non intende sottostare a questo modo di esercitare il potere. È questo stato di malessere che pone all’ordine del giorno la questione di un rinnovato impegno civile e politico È intenzione dei sottoscrittori, di questo documento, dar senso a tale impegno e cercare di capire quali possano essere i modi ed i canali di una politica rifondata. Ci chiediamo se la “città” possa essere lo spazio collettivo che realizzi un’idea di partecipazione, di sviluppo sostenibile, di una migliore qualità della vita.
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DICHIARAZIONE D’INTENTI





